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Tutti si aspettavano che l’ultima giornata del calciomercato fosse contrassegnata da una serie di colpi della ultim’ora ed, invece, la finestra estiva si è chiusa senza nessun colpo eclatante messo a segno dalle società di vertice se si eccettua l’acquisto di Fabio Grosso da parte della Juventus.

Dopo le intense trattative degli ultimi giorni la Juventus è riuscita dunque ad assicurarsi le prestazioni del terzino sinistro della nostra nazionale. Le cifre non sono ancora molto chiare, ma sembra che il Lione abbia alla fine abbassato le pretese accontentandosi di 2,5 milioni di euro che potranno diventare 3 qualora la Juventus raggiungerà determinati obiettivi quest’anno.

E’ sfumato, invece, il passaggio di Amantino Mancini al Genoa; l’Inter sembrava infatti disposta a cedere il brasiliano con la squadra rossoblu molto interessata visti i numerosi infortuni che hanno falcidiato nelle ultime settimane la rosa. Tutto faceva pensare ad un possibile accordo, ma all’ultimo momento la trattativa è saltata per “colpa” di Mourinho che ha deciso di puntare sul suo giocatore.

Come l’Inter, nemmeno il Milan ha effettuato acquisti last minute. A differenza dell’Inter, però, i rossoneri avrebbero dovuto completare la rosa acquistando una valida alternativa sulla fascia a Jankulovski apparso distante anni luce da quello che tutti avevamo ammirato durante gli anni in cui ha giocato all’Udinese.

Due acquisti per la Roma: dalla Sampdoria arriva in prestito il baby attaccante italiano (classe’90) Zamblera, mentre la Dinamo Bucarest ha ceduto ai giallorossi con la stessa formula il portiere Bogdan Lobont, vecchia conoscenza del calcio italiano visti i suoi trascorsi alla Fiorentina. Non certo acquisti in grado di dare una marcia in più ad una squadra partita con il piede sbagliato (0 punti in due partite).

Si chiude anche il tormentone Blerim Dzemaili, il giocatore del Torino passa in prestito al Parma; percorso inverso fa invece l’attaccante italiano Daniele Vantaggiato. Dallo scambio il Torino riceverà anche un milione di euro visto il valore di certo superiore del centrocampista svizzero cercato anche da diverse squadre europee.

 

Parole chiave Fabio Grosso - Calciomercato - Serie A - Calcio - Juventus

fabio grosso

Siamo giunti agli ultimi giorni di calciomercato e come ogni anno restiamo tutti in attesa del colpo grosso da parte del club altisonante che proprio nelle ultime ore mette sotto contratto il campione. Nei giorni scorsi si era parlato della Juventus ed era più giusto che mai parlare proprio di "colpo Grosso". Eh già perchè la squadra bianconera era ufficialmente alla rincorsa del terzino sinistro dell'Olimpique Lione, eroe della semifinale dei mondiali di Germania 2006, e tutti gli altri giocatori tenuti sotto osservazione per essere destinati a quel ruolo sembravano in secondo piano. Il buon Fabio si era più volte fatto vedere contento dell'eventuale trasferimento a Torino.

Il Lione però, si sa, è squadra ostica sia sotto il profilo calcistico sia sotto il profilo dirigenziale, capace di trattenere a forza un giocatore scontento per una pura e semplice questione di principio. Il timore era quindi che quello che ha dichiarato ieri il presidente della società francese rappresentasse una marcia indietro, un congelamento nell'affare tra le due squadre. Aulas aveva detto che la Juventus non era interessata a Fabio Grosso, salvo poi ammettere di aver avuto un contatto telefonico con l'ad bianconero Blanc.

A dire il vero le premesse per il trasferimento di Grosso alla Juve ci sono tutte, visto che la squadra non lo ha neanche convocato per i preliminari di Champions League permettendo così al giocatore di giocare la competizione con un'altra squadra nel momento in cui avvenisse il passaggio. L'unico divario è sul costo: il Lione vorebbe recuperare buona parte dei 7 milioni spesi per acquistare il terzino, mentre la Juve è disposta ad offrirne "solo" un paio. Intanto, nell'attesa di conoscere gli sviluppi della questione francese, se ne apre una tedesca sull'acquisto di Rafinha, 24enne lateale destro dello Shalke04. Il club ha fatto sapere che è stata inoltrata una proposta da 8 milioni dalla Juventus che però non è la sola squadra in corsa visto che al giocatore sono interessate anche Milan e il Bayern Monaco.

C'è da ricordare che la Juve su quel lato del campo ha già acquistato Caceres, che può agilmente giocare sia al centro che a destra.

Staremo a vedere, mancano cinque giorni alla fine del mercato e non sono sicuramente pochi.

Il Derby di Milano, una delle partite più sentite in città per la storica rivalità tra le due formazioni, è stato vinto dall’Inter che ha annichilito il Milan con un secco 4-0 frutto delle reti di Thiago Motta, Milito (su rigore), Maicon e Stankovic (nella ripresa).

Parte subito forte il Milan che, sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria sul Siena di una settimana fa, vuole dimostrare di poter competere ad armi pari con l’Inter, indiscussa favorita per la vittoria finale del campionato italiano. Ghiotta l’occasione capitata sui piedi di Ronaldhino al 13esimo minuto, ma il brasiliano spreca malamente tirando alto da ottima posizione.

L’Inter sembra soffrire la sfuriata iniziale dell’avversario ma dal 20esimo comincia ad ingranare la marcia giusta imbastendo buone giocate che portano al gol che sblocca la partita: è il 29esimo quando Eto’o imbecca splendidamente Milito che, invece di tirare, trova il varco giusto per l’accorrente Thiago Motta, il quale fa partire un diagonale che non lascia scampo all’incolpevole Storari.

Il Milan va in confusione e si fa prendere in contropiede al 36esimo quando Eto’o entra in area a tu per tu con il portiere e Gattuso lo stende da dietro. Rigore ineccepibile e ammonizione per Gattuso con Mourinho che va su tutte le furie perché sperava in una espulsione (sacrosanta vista la chiara occasione da rete) dello stesso.

Milito va sul dischetto e non tradisce: 2-0 Inter. Passano pochi minuti e Gattuso si fa espellere per una entrataccia da dietro prendendosela con Leonardo che non lo aveva sostituito pochi minuti prima nonostante le ripetute richieste. Strada spianata per i neroazzuri che prima dell'intervallo trovano anche il tempo di segnare la terza marcatura con lo scatenato Maicon che inizia l’azione e la finalizza dopo essere stato abilmente imbeccato da Milito.

Il secondo tempo è facilmente gestito dall’Inter con il Milan raramente pericolo davanti alla porta di Julio Cesar. Anche Stankovic trova gloria personale con una bordata da fuori area che va ad insaccarsi proprio al di sotto dell’incrocio dei pali fissando a quattro le marcature dell’Inter.

Il derby di Milano finisce così: 4-0 per l’Inter, superfavorita per lo scudetto. Bocciato il Milan che deve rimandare i suoi sogni di gloria. D’altronde era prevedibile dopo la campagna acquisti al risparmio attuata dalla società rossonera.

 

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