Mercoledì 08 Settembre 2010 01:59

Quando, dopo il trionfante mondiale del 2006, fece la sua scelta, suscitò un vespaio di polemiche, chiacchiere e dissensi. Totti chiuse le porte alla Nazionale di Lippi per vari motivi, tra cui crepe fisiche che non gli consentivano di rispondere sempre presente alle chiamate della Roma e della maglia azzurra. Aggiunse anche motivi familiari. Comprensibili anche perchè, diciamocelo papale, la Nazionale è solo vetrina e prestigio visto che, raggiungimento di obiettivi a parte, non aggiunge nulla al già gonfio portafoglio dei calciatori. Non capii quella overdose di polemiche come ora non capisco questo puntuale e straziante ritornar sull'argomento ad ogni sacrosanta vigilia delle partite della nazionale.
Totti ha fatto una scelta rispettabilissima che va accettata con tranquillità nonostante sia palese che il tasso tecnico della squadra, dopo il suo addio, sia sceso di un gradino. Ma discettare su Totti in nazionale è chiaro segno di mancanza di rispetto verso chi veste ora quella maglia e si sente chiamato in causa ogni volta. Si chiuda una volta per tutte il discorso mettendoci sopra un masso. C'è chi andrebbe in nazionale anche con un solo piede, ma questo non vuol dire che sia da condannare chi, per scelta, la rifiuta.
Nel frattempo stasera, amichevole contro la Svizzera, debutteranno Criscito e Marchisio. Lippi aveva promesso piccoli innesti senza sconvolgimenti e così sarà. Cannavaro spegnerà la 127 candelina di presenza. Per lui, a 36 anni suonati, la nazionale viene ancora prima di tutto.