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Benessere

dimagrire.jpgAbbiamo uno stile di vita troppo sedentario e di conseguenza tendiamo ad accumulare peso: è un dato di fatto e lo scotto da pagare per la vita moderna, ma ora sembra arrivata una soluzione a dir poco rivoluzionaria, almeno secondo Chinmay Manohar, il medico del Dipartimento di Endocrinologia, Nutrizione e Diabete della statunitense Mayo Clinic che al congresso Experimental Biology di Anaheim, in California, ha presentato con grande entusiasmo un'applicazione per i cellulari (per ora solo per gli iPhone e per i lettori di Mp3 iPod) in grado di garantire il giusto movimento a chi la possiede.

L'applicazione, che è già possibile scarica da iTunes, si chiama Walk n'Play, ovvero cammina e gioca e consiste nel monitorare giorno per giorno l'attività fisica con un dispositivo che possiamo portare sempre con noi, esattamente come un cellulare. Fondamentale, secondo il ricercatore, sarà la sana competizione che Si instaurerà tra l'utente e il dispositivo: l'apparecchio guadagna tanti punti quanti dovremmo collezionarne noi in base al livello di sovrappeso. Si perdono punti, insomma, ogni volta che non si rispetta la tabella di marcia stabilita ed, ad esempio, invece di una passeggiata di un'ora, se ne fa una soltanto di mezz'ora.

"Per mantenere la gente attiva bisogna aggiungere un pizzico di gioco e di divertimento: la competizione con il cellulare è un modo per riuscirci, quasi inconsapevolmente finiamo per muoverci di più" - ha infatti detto Manohar - "In studi precedenti su soggetti a dieta ci siamo infatti accorti che i magri invariabilmente si muovono di più rispetto ai grassi: in media, due ore e mezzo in più. Si tratta per la maggior parte di attività quotidiane che comportano una spesa energetica di cui quasi non ci rendiamo conto. Essere più attivi però paga, in termini di dimagrimento: per questo abbiamo cercato un metodo divertente ed efficace per spingere la gente a darsi una mossa".

La scelta è così ricaduta prima di tutto su iPhone e iPod, in quanto hanno già "un sensore di movimento all'interno". Che sia davvero l'idea buona per sconfiggere l'obesità? Staremo a vedere.

 

 

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cioccolato_1.jpgChe faccia bene alla circolazione, alle coronarie e - di recente scoperto - anche a problemi di raffreddamento come la tosse - già si sapeva, ma solitamente non è proprio questo il motivo per cui spesso ci concediamo un po' di cioccolato. Perchè è buono - certamente - ma soprattutto perchè ci dà l'impressione che faccia bene al nostro umore, soprattutto quando ci sentiamo un po' giù.

Bene, quest'ultimo è un mito - purtroppo - da sfatare e a farlo è uno studio dei ricercatori dell'università della California, a Davis e San Diego, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine: il cioccolato non solo non è la cura nei momenti brutti della vita, ma può addirittura essere la causa della depressione. Notizia incredibile, ma che sembra - se non sicura - perlomeno fondata.

La ricerca è stata infatti condotta su 932 partecipanti, ai quali è stato sottoposto un questionario nel quale dovevano indicare le porzioni di cioccolato - inteso sotto qualunque delle sue forme - consumate al mese ed è stato poi valutato l'umore dei partecipanti con una scala di valutazione della depressione. E' emerso che le persone più "depresse" consumavano 8,4 porzioni di cioccolato al mese, mentre le più "felici" soltanto 5,4. I sintomi della depressione, inoltre, aumentavano addirittura in base alle porzioni aggiuntive al mese, come se i due fattori fossero strettamente legati.

passeggiata.jpgChe camminare facesse bene già lo si sapeva, ma ora c'è addirittura una novità che ci garantisce con uno sforzo tuttosommato minimo un grande traguardo. E' stato infatti scientificamente dimostrato che chi ha la salutare pratica di camminare a passo svelto per due ore, o più, a settimana, ha notevolmente diminuito il rischio di infarto, in particolar modo se si è donne.

A dimostrarlo è uno studio Journal of the American Heart Association, pubblicato sulla rivista Stroke, il quale ha analizzato i comportamenti e i quadri clinici di ben 39.315 donne dall'età media di 54 anni e i risultati parlano chiaro: chi supera le due ore di passeggiate settimani ha diminuite del 37 % le possibilità di avere un infarto, mentre chi cammina soltanto per due ore del 30 %.

Gli studiosi invitano quindi a tenere conto di questo fatto, cercando di convincere la popolazione femminile - che comunque si dimostra in linea generale più attiva rispetto a quella maschile - a praticare una maggiore attività fisica, soprattutto se si considera che l'impegno e la fatica previsti sono piuttosto esigui.
 

matrimonio.gifQuale uomo sposato non ha mai rimpianto, anche solo per un istante, i tempi da single, quando poteva fare tutto ciò che voleva senza doverne rendere conto a nessuno e senza l'adorabile, ma a volte quasi petulante, parlantina di sua moglie? Se ogni tanto, uomini, capita anche a voi di essere stanchi di quella che a volte è molto simile alla voce della coscienza, pensate almeno che può allungarvi la vita!

E' infatti scientificamente dimostrato che gli uomini sposati vivono più a lungo e con un tenore di vita di gran lunga più alto degli scapoli. Come mai? Semplicemente perchè la prima categoria fà in media più controlli medici della seconda, e pratica anche più esercizio fisico. Il merito di ciò spetterebbe proprio alle tanto petulanti mogli, che spesso fanno pressione sui loro mariti perchè effettuino più check-up medici e si tengano più in forma.

Lo studio, pubblicato sul Daily Mail, parla chiaro: gli uomini sposati godono di ottima salute per ben il 6% in più di quelli single. Ma il matrimonio sembra far bene anche alle donne, di cui quelle che hanno un compagno sono per il 12% più attive, probabilmente - lasciatecelo maliziosamente insinuare - perchè devono dividersi tra famiglia e lavoro, svolgendo sempre più costantemente due attività, una sola delle quali retribuita. 

parco.jpegVivere vicino ad una zona verde non fa bene soltanto alla salute della nostre vie respiratorie, ma ci aiuta anche a mantenerci in forma: colore che, infatti, hanno la fortuna di abitare nei pressi di un parco svolgono una maggiore attività fisica ed hanno quindi un rischio inferiore di essere in sovrappeso.

A dircelo e a dimostrarlo è un'indagine pubblicata sulla rivista Social Science & Medicine, curata da alcuni ricercatori della University of East Anglia, Norwich, in Gran Bretagna. Gli esperti hanno analizzato 6821 persone, di cui il 31% si reca in un parco almeno una volta alla settimana, mentre il 18% meno di una volta all'anno. Il 39% ha poi dichiarato di svolgere attività fisica con continuità e regolarità, mentre il 49% - cifra senza ombra di dubbio preoccupante - è obeso o comunque sovrappeso.

Le cifre parlano chiaro: chi vive nei pressi di un parco, o in campagna o comunque vicino ad un'area verde, è meno sedentario e più vicino ad peso forma, in quanto tale vicinanza stimola di più la voglia di andare a farsi una corsa, una passeggiata o un giro in bicicletta.

Da qui l'importanza di pianificare meglio le nostre città, in modo che ogni zona o quartiere abbia la propria zona verde... per il benessere e la salute di tutti i cittadini.

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