Salute

783814352.jpgNon serve neppure spiegare che è uno dei problemi che regolarmente tormentano gli italiani. Spesso fonte di insicurezze, difficoltà di relazione e mancanza di autostima. L'alitosi - pur non essendo nella maggioranza dei casi sintomo di qualche patologia più grave - è sicuramente uno dei fattori più negativi nell'aspetto generale e nel benessere di una persona (e non solo dal punto di vista estetico).

Quasi sempre la causa è da riscontrare in un'igiene orale non proprio accurata, ma molti sono i fattori che possono entrare in gioco. Lo stress, prima di tutto: che esso generi problemi di alito cattivo è infatti ormai scientificamente provato. Uno stile di vita sano e regolare quindi sarebbe la soluzione auspicabile per eliminare fin dalle radici questo spiacevole disturbo, tuttavia al giorno d'oggi non è sempre così facile.

Ecco per questo alcuni utili consigli. Lavare i denti almeno tre volte al giorno, avendo l'accortezza di pulire anche la lingua e di utilizzare il filo interdentale per eliminare le particelle di cibo rimaste incastrate degli spazi interdentali, le quali fermentano e producono cattivi odori, è senza ombra di dubbio la prima utile regola. E bene poi non abusare o perlomeno limitare la consumazione di cibi fritti o comunque pesanti da digerire, a favore invece di frutta, verdura e carne: questa è naturalmente anche una regola di buona alimentazione, prima che un modo per eliminare l'alitosi.

Infine, ricordate che esistono oggi in commercio numerosi tipi di gomme da masticare (naturalmente le consigliate sono quelle prive di zuccheri), le quali possono essere utilizzate per rinfrescare l'alito quando lo spazzolino e il colluttorio non sono a disposizione. Anche in questo caso, non ne abusiamo troppo perchè un uso eccessivo potrebbe causare disturbi ad altre parti del nostro organismo.

 

donna_incinta.htmFuture mamme, non stressatevi. I medici lo dicono spesso, ma è un consiglio che vale decisamente la pena di seguire, soprattutto nei nove mesi in cui si è in stato interessante. L'esposizione del feto al cortisolo - in parole povere l'ormone dello stress -, infatti, può incidere sullo suo sviluppo cognitivo.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sul Biological Psychiatry, guidato dal prof. Thomas O'Connor. I ricercatori hanno analizzato 125 donne, alle quali è stato misurato l'ormone dello stress nel liquido amniotico, per poi effettuare un test sui loro bambini a circa 17 mesi, considerando la loro capacità di gioco e di memorizzazione: i figli delle donne che durante la gravidanza risultavano maggiormente stressate, sono anche quelli più lenti nell'apprendimento e nei riflessi.

Sembra che il problema sia però reversibile soltanto se la madre instaura un legame forte con il bambini, ossia sia in grado di isolare lo stress e non lasciarsi condizionare, cosa che tuttavia risulta parecchio difficile in una società dove il mix creato da tensioni e stili di vita irregolari sembra quasi essere la malattia figlia di nostri tempi.
 

parco.jpegVivere vicino ad una zona verde non fa bene soltanto alla salute della nostre vie respiratorie, ma ci aiuta anche a mantenerci in forma: colore che, infatti, hanno la fortuna di abitare nei pressi di un parco svolgono una maggiore attività fisica ed hanno quindi un rischio inferiore di essere in sovrappeso.

A dircelo e a dimostrarlo è un'indagine pubblicata sulla rivista Social Science & Medicine, curata da alcuni ricercatori della University of East Anglia, Norwich, in Gran Bretagna. Gli esperti hanno analizzato 6821 persone, di cui il 31% si reca in un parco almeno una volta alla settimana, mentre il 18% meno di una volta all'anno. Il 39% ha poi dichiarato di svolgere attività fisica con continuità e regolarità, mentre il 49% - cifra senza ombra di dubbio preoccupante - è obeso o comunque sovrappeso.

Le cifre parlano chiaro: chi vive nei pressi di un parco, o in campagna o comunque vicino ad un'area verde, è meno sedentario e più vicino ad peso forma, in quanto tale vicinanza stimola di più la voglia di andare a farsi una corsa, una passeggiata o un giro in bicicletta.

Da qui l'importanza di pianificare meglio le nostre città, in modo che ogni zona o quartiere abbia la propria zona verde... per il benessere e la salute di tutti i cittadini.

arancia0011.jpgDimagrire o difendersi dall'obesità? Il sogno di molti, per la cui realizzazione ancora una volta ci viene in aiuto la natura. Basta infatti mangiare o bere spremute di arance rosse per tenere sotto controllo i grassi.

Lo dice uno studio svolto nel dipartimento di Oncologia Sperimentale dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e pubblicato sulla rivista Obesity. I ricercatori hanno infatti analizzato la varità Moro delle arance, dotata di un alto contenuto dei antocianine, ed hanno visto risultati positivi sulle persone che ne consumano una quantità rilevanti in modo regolare. Le arance rosse possiedono infatti la capacità di inibire l'accumulo di trigliceridi nelle cellule adipose ed hanno anche un elevato potere antiossidante.

Che poi siano anche fonti di vitamina C, utili particolarmente nei periodi invernali come quello che si sta per concludere, già si sapeva, ma forse questa è una scoperta ancora più rilevante, che potrebbe forse incentivare un consumo maggiore di frutta, preziosa per il benessere generale di tutto il nostro organismo. Se poi alla salute - è sempre da ricordare che l'obesità è, prima che un problema estetico, medico - si può aggiungere anche un contributo alla bellezza generale del nostro corpo, è tutto di guadagnato.

anoressia.jpgPurtroppo sono sempre di più le persone vittime di questa grave psicologia - e, giusto per sfatare qualche mito, non si tratta soltanto di donne - e ormai da parecchi anni gli esperti si chiedono non solo come sconfiggerla, ma anche come prevenirla per evitare che nuovi individui vi cadano. In base a delle ricerche, sembra che una grave minaccia venga dal web.

Sono infatti 30mila i siti, blog e forum "pro anoressia", cliccati soprattutto da giovani tra i 14 e i 35 anni, dove si esalterebbe l'anoressia come segno di carattere forte e forza di volontà. Diete fai da te, tecniche per vomitare e fotografie di donne e uomini sottopeso farebbero il resto. Un evento senza ombra di dubbio preoccupante, dicono gli esperti, i quali si sono riuniti a Roma per tirare le somme sull'evoluzione della patologia, la quale sembra che mieta circa 9mila casi in più ogni anno.

'La rete e' il modo piu' efficace di diffondere il disturbo": conclude Laura Dalla Ragione, responsabile del centro per i disturbi dell'alimentazione di Todi, spiegando che occorrono specifiche tecniche di sensibilizzazione al problema, in modo che i giovani siano preparati nel momento in cui si imbattono in siti del genere o comunque in pubblicità non idonee e veritiere.

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