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sarah_connor_tre.jpgNon è molto conosciuta in Italia, seppur all'estero stia riscuotendo un notevole successo e sia particolarmente apprezzata soprattutto da critici esperti e riviste specializzate. Sarah Connor - nome d'arte tratto dal personaggio della saga cinematogratica Terminator - è entrata per la prima volta in scena nel 2001 con il singolo  Let's get back to my bed - Boy!, tratto dall'album di debutto Green Eyed Soul, grazie al quale è subito arrivata in cima alle classifiche di Austria, Svizzera e Germania, dove ottenne anche il disco d'oro.

Da allora la sua carriera è sempre stata in ascesa ed oltre alla pubblicazione di altri album (Unbelievable nel 2002, Key to My Soul nel 2003, Naughty But Nice nel 2005 e Christmas in My Heart nel 2005 e nel 2006, Soulicious nel 2007, Sexy as Hell nel 2008), ha ricevuto ulteriori premi come quello di miglior hit (From Sarah With Love), album con maggior download (Key To My Soul) ed ha avuto una top100 Hit anche negli States con Bounce.

Il suo genere è un pop molto particolare, tendente al soul in alcune canzoni ed in grado di alternarsi tra pezzi più aggressivi ed altri più tristi e malinconici. Rilevante è anche l'estensione ed il controllo vocale che questa cantante ha dimostrato di avere: basta ascoltare One More Night per rendersene conto.

In uno dei suoi ultimi lavori, Soulicious, contenente diverse covers di brani già conosciuti ha vantato inoltre anche la collaborazione con Ne-Yo, creando un remake del celebre pezzo di Marvin Gaye Sexual Healing.

La sua notorietà in Italia, nonostante la sua ormai oggettiva bravura - è stata anche ospite straniera a Sanremo -, sembra però ancora lontana, tanto che i suoi stessi dischi sono spesso di difficile reperibilità. Speriamo possa venir presto apprezzata anche nella nostra nazione.

 

locandina_sherlock_holmes.jpgDopo la numerosa pubblicità, l'attesa dei fan e gli accesi giudizi della critica - sia in termini positivi che negativi -, il giorno di Natale è finalmente arrivato al cinema Sherlock Holmes, il nuovo film di Guy Ritche. Il trailer si presentava bene, armonizzando alla perfezione scene di azione e battute ironiche, e già a partire dal 25 Dicembre i cinema sono stati presi d'assalto, tanto che molti sono rimasti anche fuori dalle sale.

Robert Downey Jr è nei panni di Sherlock, aiutato puntualmente  dal suo fedele compagno, il dottor Watson, interpretato da un sempre eccezionale Jude Law. Questa volta i due si trovano a dover sventare una nuova minaccia, che potrebbe addirittura distruggere l'intero stato inglese, capeggiata daLord Blackwood (Mark Strong), un assassino a cui la folla attribuisce enormi poteri oscuri.

Il grande merito di Ritche è però quello di aver rivoluzionato - in meglio? - la figura dell'investigatore privato che tutti noi conosciamo. Quello che abbiamo di fronte è uno Sherlock alle prese con le donne - chi avrebbe mai detto che si sarebbe così facilmente fatto abbindolare dalla sua vecchia fiamma, Irene Adler (Rachel McAdams)? -, con il gioco d'azzardo e il vino, ma soprattutto è un uomo che ama scendere in prima linea anche quando non espressamente necessario. Sia lui che Watson sanno combattere - anzi, sembra quasi che a volte amino anche l'adrenalina che ciò produce - e sono perfettamente in grado di maneggiare un'arma.

Se quindi, andando a vederlo al cinema, vi aspettate uno Sherlock come quello di Arthur Conan Doyle - che forse è il presupposto per cui molti gridano allo scandalo - rimarrete delusi. I due hanno in comune solo l'arguzia, mentre per il resto trama ed effetti speciali sono molto più simili ai libri di Dan Brown per quel tocco di esoterismo e magia che caratterizza tutto il film: intricati, forse un po' improbabili, ma comunque avvincenti.

Quella di Ritche è senza ombra di dubbio una provocazione, immediatamente accolta. Forse un voler inserire uno Sherlock più moderno - rivoluzionario come del resto lo era quello di Doyle nel momento della pubblicazione - in una magistrale ricostruzione della Londra di fine Ottocento.

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