Il 2010 è iniziato nel verso giusto per le banche statunitensi che, nelle prime due sedute dell'anno, hanno messo a segno rialzi importanti, in alcuni casi prossimi al 10% in due sedute.
Bank of America (BAC) è passata dai 15$ ai 16.20$, Citigroup (C) da 3.35$ a 3.53$, Goldman Sachs (GS) da 169.20$ a 176.14$, JpMorgan (JPM) da 41.67$ a 43.68$, Morgan Stanley (MS) da 29.70$ a 32.04$, Wells Fargo (WFC) da 27$ a 28.04$ ecc...
La domanda da porsi ora è: le banche USA stanno per ritornare a salire, dopo alcuni mesi di "trading range", oppure si tratta solo del "January effect" o del ritorno di alcuni investitori dopo la pausa natalizia?
Di certo è che il futuro, almeno a breve termine, dei grandi istituti finanziari americani non è "roseo". Ci si aspetta infatti un picco nelle home loan losses nel 2010 e l'impatto del recente pagamento dei fondi TARP da parte di Bank of America, Citigroup e Wells Fargo sui prossimi risultati trimestrali potrebbe essere importante... e non è detto che i principali istituti non ricorrano ancora nuovamente ad equity offering nei prossimi mesi, diluendo ancora una volta gli azionisti esistenti.
La nostra visione sul settore è quindi al momento negativa e riteniamo che i recenti rialzi verranno corretti nelle prossime sedute verso valori più corretti, circa 4-5 punti percentuali in meno rispetto ai valori attuali.
Il rialzo delle banche Usa dovrà venire gradualmente, non così velocemente e, a nostro parere, questi rialzi sono opportunità per gli shorters, in quanto difficilmente sostenibili.