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Analisi e opinioni

borse_europee.jpgQuella che si è da poco chiusa è stata una settimana drammatica per i listini europei e, a catena, anche per quelli americani e asiatici. Ne sono successe un pò di tutti i colori e di sicuro non è stata una settimana tranquilla per traders, investitori, banche e anche per i governi europei.

Si è partiti con i timori di ulteriori downgrade su paesi europei come Italia, Irlanda, Inghilterra, Portogallo per poi assistere ad un crollo verticale del Dow Jones nel giro di 10 minuti ancora quasi senza spiegazioni.
Errore umano? Errore di un sistema che ormai si affida troppo ai computer? Eccesso di panico? Ancora non si sa, fatto sta che il Dow Jones era arrivato a cedere 1'000 punti nel giro di pochi minuti, oltre il 9% del proprio valore, e alcune azioni di importanti gruppi come per esempio Accenture erano arrivate a quotare 1 centesimo dai 40-60$ che quotavano qualche minuto prima.

Una cosa pazzesca e pazzesco, vi assicuro, è stato seguire tutto questo accadere così velocemente, senza notizie rilevanti che potessero giustificare una così grande debacle. Titoli come Procter & Gamble (PG), una delle società più solide e importanti negli Usa con una capitalizzazione di circa 175 miliardi di dollari, passare dai 62 dollari ai 39 dollari, ETF che crollavano o volavano, volatilità pazzesca. Insomma, cose fuori dalla realtà, tanto che anch'io spaventato da quanto stava accadendo non sapevo più cosa accendere in casa per capire se stava succedendo qualcosa di grave e prenderne le adeguate contromisure.

Pensavo fra me e me, "chissà cosa diavolo sarà successo?", oppure, "qui c'è qualcuno che sa qualcosa che noi non sappiamo", oppure ancora, "chi è che può aver venduto così pesantemente, e soprattutto perchè?"... ancora molte di queste domande rimangono senza risposta e molto più probabilmente quanto è successo è stata solo una chiara evidenza dei problemi del mercato e che forse anche negli Stati Uniti dovrebbero mettere in atto dei sistemi di limitazione (e sospensione) degli scambi quando si superano determinati livelli di prezzo o di volume rispetto ad un prezzo di riferimento. 

Ma ritorniamo a noi... anche in Italia sono state giornate dure da digerire. Le banche hanno pagato a caro prezzo questa settimana e alcune di esse hanno perso fra i 15 e i 20 punti percentuali in sole 5 sedute. Ad azzoppare il nostro listino ci ha pensato Moody's con un suo report, poi "rivisto" il giorno dopo, e le paure che anche l'Italia potesse diventare il nuovo target degli speculatori che da mesi sferrano attacchi contro la moneta unica. 

Anche il resto dei listini europei ha subito il colpo ma la risposta dei governi dell'Unione Europea potrebbe far partire un poderoso rimbalzo domani o nei prossimi giorni, sia per quanto riguarda i mercati azionari sia per quanto riguarda l'euro. La risposta dell'Europa vuole essere compatta e sostanziosa, e anche forward looking, per far sì che la situazione ritorni normale e che il futuro non faccia paura.

Speriamo quindi che sia davvero così, se questo fallisse, per l'Unione Europea e per il mondo nella sua interezza non si aprirebbero buoni scenari e il rischio di guerre civili e di una crisi vera e propria sarebbe molto vicino. La Grecia e gli scontri di questi giorni ne hanno dato un chiaro esempio e allora forse è meglio che cerchiamo di evitare che tutto questo succeda.
 

celltherapeutics_logo.gifIl titolo dice tutto. Per la società con sede a Seattle si riavvicina infatti lo spettro del fallimento, fallimento fortunosamente evitato poco più di un anno fa quando il titolo della società quotava a ridosso dello zero.

 

La recente mancata approvazione del Pixantrone da parte della Food and Drug Administration (FDA) era già nell'aria, ne avevamo infatti parlato qui, e anche la recente vendita di azioni ad investitori istituzionali per ottenere risorse cash fresche era abbastanza prevedibile, visto che la società si trova di fronte ad una importante scadenza di debiti. Entro Luglio, infatti, Cell Therapeutics dovrà trovare circa 40 milioni per saldare dei debiti in scadenza e questo, sommato all'elevato cash burn rate attuale e alla necessità di predisporre ulteriori trial per il Pixantrone (che richiederanno sicuramente diversi anni), fa si che la situazione per la società sia critica, molto critica.

La società potrà provare a ridurre il cash burn rate mensile, cresciuto notevolmente negli ultimi mesi proprio perchè la società si stava focalizzando su una possibile commercializzazione del Pixantrone (cosa molto inspiegabile perchè la violazione dello SPA (Special Protocol Assessment) sommata alla relativamente alta cardiotossicità del Pixantrone erano segnali "allarmanti" che il management avrebbe dovuto capire) ma più di tanto non potrà fare.

Ma forse i problemi del management sono altri, quello che conta è ottenere compensi sempre più alti e bonus sempre sostanziosi... tanto pagano i piccoli azionisti! I compensi dei managers di Cell Therapeutics sono a dir poco ridicoli (contando la componente cash + stocks) e sono ben oltre quelli di società molto più blasonate e importanti. Il caro James A Bianco si è attribuito poco tempo fa altri 585'000 dollari in cash come bonus, senza contare gli oltre 11 milioni di dollari di valore delle azioni... un totale di circa 12.6 milioni di dollari in un anno...cifre assurde, così come è assurda l'attuale capitalizzazione della società, oltre i 400 milioni di dollari.

Cell Therapeutics non vale questa cifra, non vale forse neanche un ottavo di questa cifra. Prima gli investitori retail lo capiranno, meglio sarà per loro.
Cell Therapeutics ha già bruciato oltre 1.4 miliardi di dollari, sì avete sentito bene 1.4 miliiardi di dollari, negli ultimi anni e continua a diluire spudoratamente il proprio capitale, offrendo azioni a saldo ad investitori istituzionali che comprano azioni per poco per poi rivenderle nei giorni successivi. Inoltre molto probabilmente porterà il numero di azioni ordinarie autorizzate a 1.2 miliardi!

Mi dispiace non avere qualche milione di dollari, altrimenti lo farei anch'io, sono quasi investimenti risk-free... compro 40 milioni di azioni a 0.50$ quando il prezzo è 0.62$... do alla società Cell Therapeutics 20 milioni di dollari... così sono contenti perchè hanno un pò di cash per andare avanti qualche mese... e le rivendo a 0.55-0.60$ sul mercato, facendomi un bel 10-20% di guadagno...

Tanto chi ci rimette sono i piccoli azionisti e quella parte di investitori retail che continuano a sostenere il titolo credendo ad annunci "fuori dalla realtà" di manager come il caro James Bianco che più volte hanno annunciato cose irrealizzabili, come per esempio il potenziale mercato del Pixantrone....

Anche le varie notizie di una possibile Opa da parte di Novartis appartengono alla sfera dell'impossibile. Ho visto su siti come Ilnuovomercato.it cifre assurde, 1,3-2$ per azione. Ma stiamo scherzando? In questo modo la società verrebbe valutata da Novartis circa 900 milioni /1.3 miliardi di dollari, il che non sta nè in cielo nè in terra.

Novartis non può essere così stupida da commettere un tale errore... meglio far fallire Cell Therapeutics e comprarla a prezzo di saldo e con un management migliore portare il Pixantrone e l'Opaxio alla commercializzazione. Tutto il resto è pura speculazione e sono pure notizie montate ad arte. Per ora, quello che sta sostenendo le quotazioni di Cell Therapeutics è quel nocciolo duro di investitori e appassionati di trading che, avendo visto l'enorme rialzo dello scorso anno, continua a credere sulle potenzialità di questo titolo, sperando in forti guadagni. 

La barca ora però sta colando a picco e salvo qualche altra mossa di J. Bianco, da cui ci si può aspettare di tutto, il destino è ormai quasi segnato..

 Soldieborsa.com per Newslab.it

Parole chiave cell therapeutics - pixantrone - pixuvri - economia - finanza - james a bianco - dan eramian - fda - novartis - borsa - trading - ctic - opa - speculazione

corruzione.jpgRimango sempre più colpito dalle ormai quotidiane notizie che riportano di inchieste su corruzione, malaffare e altri illeciti che spesso coinvolgono esponenti di rilievo delle nostri classi politiche e imprenditoriali. 

Non sono colpito dalle inchieste in sè, quelle sono legittime e doverose, più che altro, a leggere alcune intercettazioni e alcuni legami, rimango spesso basito sulla bassezza e pochezza morale della nostra classe dirigente e di certe persone.

Purtroppo è noto a tutti che i legami fra poteri forti dell'economia e politica ci sono sempre stati, ma che si arrivasse a certi livelli, proprio no.

Sono sempre stato dell'idea che queste cose siano solo malcostumi isolati, che riguardino solo una piccola fetta della nostra politica e della nostra economia, ma tante volte ormai mi viene da pensare che forse non è proprio così.

Forse sono io che sono un inguaribile ottimista e un inguaribile sognatore.

Cerco sempre di trovare una spiegazione alle cose, di trovare qualche possibile ragione, di illudermi che forse non sono così le cose...ma a leggere alcune intercettazioni, beh emergono rapporti fra criminalità organizzata, politica, forze dell'ordine ed economia, davvero preoccupanti.

Preoccupanti perchè? Perchè non è il singolo caso Fastweb che preoccupa.. è un sistema che ormai si sta diffondendo sempre più, la cosa preoccupante. Non ci sono più imprenditori con le palle, politici con le palle nel nostro paese. Troppe scelte sono fatte solo per denaro, non per il bene collettivo o per costruire qualcosa.

Io ho sempre imparato che "Pecuniae imperare oportet, non servire", cioè che "Occorre comandare al denaro, non servirlo", ma vedo sempre più gente schiava del denaro o di altri vizi. Il denaro è un mezzo, non un fine! Non c'è nessuno che faccia più qualcosa per il piacere di migliorare la vita ad altre persone, portare innovazioni, dare vigore nuovamente al nostro paese. Nessuno.

La nostra classe imprenditoriale è vecchia, arretrata, ancorata ad alcune lobby e non fa nulla per migliorare il nostro paese. Forse non abbiamo più una vera e propria classe imprenditoriale. Anche perchè diciamocelo, chi cavolo potrebbe cercare di fare impresa seriamente qui in Italia? Solo un pazzo.. 

Solo un pazzo perchè siamo una delle nazioni con la più alta tassazione e con un mare di stupide ed inutili regole e leggi. Le leggi dovrebbero "regolare" il comportamento della collettività, cioè evitare i comportamenti scorretti, far sì che spinte individualiste non compromettano la società nel suo complesso, ma non "limitare" l'iniziativa, sia essa economica o culturale o politica. Qui da noi è tutto più complicato che altrove, tutto più difficile. Non c'è nessuno che ti sproni a fare qualcosa di più. Questi sono i problemi del nostro paese, dobbiamo snellire il nostro sistema fiscale, renderlo più appetibile ai nostri concittadini e agli investitori e imprenditori stranieri, dobbiamo semplificare le nostre leggi. 

Invece nessuno fa nulla per cambiare qualcosa. Siamo solo bravi a perdere tempo discutendo di cose futili, di stupidi gossip, ma non facciamo nulla per migliorare il nostro Paese. E' facile criticare, quello lo possono fare tutti...la cosa che è difficile è il "fare".

Tante volte mi arrabbio a sentire le parole di persone come Beppe Grillo, Travaglio, Di Pietro, De Magistris sui loro siti, sui media o nei salotti televisivi perchè tante volte li trovo eccessivi, non riesco a capire come si possa gettare così tanto fango sul nostro paese e usare parole vergognose come "regime, dittatura, governo fascista, censura ecc". Non sono uno che ama le persone che criticano e non fanno. Sono una persona che preferisce chi fa e non parla, anche magari sbagliando, se poi dimostra che quello sbaglio non era voluto.

Sbagliare non è brutto, fa parte di un percorso, è una opzione il cui accadimento è possibile, per chi fa qualcosa. E' più brutto non fare qualcosa per aver paura di sbagliare. Nonostante questo sia uno dei miei principi cardine, io stesso, tante volte, fatico ad applicarlo in alcuni ambiti, soprattutto quelli legati a rapporti con altre persone (amore, amicizia ecc). Perchè? Perchè sbagliare può avere delle conseguenze, può portare ad illusioni e delusioni.

Ho seguito per tanti mesi quello che scrivevano e dicevano queste persone e tante volte ho trovato i loro discorsi sempre e solo demagogici, volti a crearsi il loro zoccolo duro di pubblico, e poche volte veramente "intelligenti" e utili al Paese. La cosa spiacevole è che vedo, nel nostro Paese, crescere sempre di più un fronte di persone che seguono queste persone, senza conoscere a fondo la politica e l'economia.

Vedo persone parlare di politica e di economia come se ne fossero esperte, quando invece non lo sono. Non che io lo sia, o meglio so di esserlo molto più di tante altre persone, ma cerco quanto meno di motivare ogni mio pensiero e spiegare ogni mia idea in modo razionale. In tante proteste, la razionalità non c'è, ci sono solo tanti pecoroni che seguono in massa il gregge. O meglio, se c'è, si è andata a nascondere da qualche parte.

Un esempio può essere quella relativa alla Tav. Io sono il primo che darebbe ragione alle persone che si attivano contro un'opera infrastrutturale che può portare problemi ambientali, inquinamento, distruzione di falde acquifere ecc... sono il primo a cui starebbe a cuore che una cosa venisse fatta bene... ma semplicemente non approvo chi critica o chi è contro qualsiasi opera. No Tav, No Tir, No Ponte, No dal Molin, No Mose, No nucleare, No inceneritore, No discarica e chi più ne ha più ne metta. 

Sono contro i NO di principio. Sono sempre favorevole ad un NI condizionato, ma non posso ritenere razionali delle persone che dicono No a qualsiasi cosa. Spesso la cosa che mi fa ridere è che tante di queste persone vivono in un mondo loro, fatto di loro concetti economici, politici e sociali. Un mondo in cui vengono creati complotti organizzati da chissà quale forza oscura, un mondo in cui loro sono gli unici paladini della libertà e della moralità, insomma, un mondo tutto loro.

Tante volte queste proteste sono solamente riconducibili alla cosiddetta sindrome NIMBY, Not In My Back Yard, portata alla sua estrema conseguenza, meglio nota come BANANA, Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything, sindrome estremamente pericolosa perchè, se prende piede, potrebbe portare ad uno stop di qualsiasi progetto. 

Negli ultimi mesi ho passato tanto tempo a dialogare con persone esponenti di queste proteste, seguendo spesso per diverse ore quanto accadeva o era accaduto e il tam tam che si scatenava sui vari media e social network. Cosa ne è emerso? Ne sono emerse valutazioni preoccupanti per il nostro futuro, ma di questo avrò modo di parlarne sicuramente in qualche prossimo articolo.

Chiudo dicendo che la nostra economia è come se fosse in un coma profondo e lo continuerà ad essere se qualcosa non cambierà nei prossimi mesi/anni.

Sì, risentiamo meno delle crisi finanziarie o di altre possibili crisi, ma è come se fossimo anestetizzati, non c'è crescita nel nostro paese e non ci sarà per un pò. Non parlo di qualche fottuto punto decimale di Pil che i macroeconomisti calcolano, parlo di crescita vera.
Ma difficilmente ci sarà un cambio di rotta nel nostro paese senza qualche scossone, sia esso politico o economico. E allora forse è meglio che la crisi continui per un pò, per far sì che qualcosa cambi veramente.

Stefano R.

 

Parole chiave politica - malaffare - economia - soldi - tangenti - corruzione - grillo - tav - travaglio - mafia - malcostume - poteri forti - economia - italia

bank_of_america_logo.gifIl 2010 è iniziato nel verso giusto per le banche statunitensi che, nelle prime due sedute dell'anno, hanno messo a segno rialzi importanti, in alcuni casi prossimi al 10% in due sedute.

Bank of America (BAC) è passata dai 15$ ai 16.20$, Citigroup (C) da 3.35$ a 3.53$, Goldman Sachs (GS) da 169.20$ a 176.14$, JpMorgan (JPM) da 41.67$ a 43.68$, Morgan Stanley (MS) da 29.70$ a 32.04$, Wells Fargo (WFC) da 27$ a 28.04$ ecc...

La domanda da porsi ora è: le banche USA stanno per ritornare a salire, dopo alcuni mesi di "trading range", oppure si tratta solo del "January effect" o del ritorno di alcuni investitori dopo la pausa natalizia?

Di certo è che il futuro, almeno a breve termine, dei grandi istituti finanziari americani non è "roseo". Ci si aspetta infatti un picco nelle home loan losses nel 2010 e l'impatto del recente pagamento dei fondi TARP da parte di Bank of America, Citigroup e Wells Fargo sui prossimi risultati trimestrali potrebbe essere importante... e non è detto che i principali istituti non ricorrano ancora nuovamente ad equity offering nei prossimi mesi, diluendo ancora una volta gli azionisti esistenti.

La nostra visione sul settore è quindi al momento negativa e riteniamo che i recenti rialzi verranno corretti nelle prossime sedute verso valori più corretti, circa 4-5 punti percentuali in meno rispetto ai valori attuali.

Il rialzo delle banche Usa dovrà venire gradualmente, non così velocemente e, a nostro parere, questi rialzi sono opportunità per gli shorters, in quanto difficilmente sostenibili.

Parole chiave Bank of america - citigroup - morgan stanley - goldman sachs - wells fargo - jpmorgan - ms - c - gs - bac - wfc - jpm

IRIDE ENIA utilities torino, genova, emilia romagna, fusioneCi avviamo ormai a chiudere il 2009, anno iniziato all'insegna della crisi ma che ha portato un inaspettato rimbalzo che continua ancora ora e che ha portato le quotazioni dei principali listini azionari in rialzo di circa 20 punti percentuali rispetto al 1° Gennaio 2009.

Cosa ci aspetta nel 2010? Questo rimbalzo proseguirà? Oppure ci sarà una correzione?

E se ci sarà una correzione, quali saranno i titoli su cui puntare?

Quest'oggi voglio analizzare con voi un settore, quello delle utilities, che non ha passato un gran bel "2009" a causa della questione sul recupero degli aiuti di stato e di alcune fusioni/partecipazioni che non sono andate nel verso giusto. 

Partendo dalla questione "aiuti di stato", quasi tutte le principali utilities quotate ne sono state colpite, chi più chi meno e il colpo si è fatto sentire, e si farà sentire, oltre che nei prezzi dei titoli anche sui dividendi futuri, che non saranno più "sostanziosi" come una volta. 

A2A borsa titolo trading utility dividendi azioni milano utilities

L'impatto del rimborso degli aiuti di stato è stato però limitato perchè la maggior parte delle società sono "munincipalizzate", cioè una buona fetta dell'azionariato è composta da Comuni e enti locali che, come ben sapete, hanno un forte bisogno di liquidi e che spesso non si sono fatti problemi a domandare sostanziosi dividendi.

Per quanto riguarda il secondo punto invece, ancora incerta la fusione Iride-Enìa, che ormai sembra essere una soap opera che non vuole arrivare al termine, mentre incertezza c'è anche su Acea e sulla trattativa con GdfSuez.

Il nostro giudizio sul settore è comunque molto positivo, visto il basso rischio e il buon rendimento potenziale, e i nostri target price sono:

Iride: 1.50 euro
Enìa: 6 euro
Acea: 8.75 euro
A2A: 1.75 euro
Hera: 1.75 euro

A breve una accurata analisi su ogni titolo su Soldieborsa.com, questo articolo è al momento solo una analisi di massima.

 

Parole chiave iride - enia - acea - hera - edison - a2a - borsa - trading - gdf - economia - finanza - utility - utilities - dividendi - comune - munincipalizzate

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o Ftse Mib $20,639.86 ▲227.58 (1.11%)
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o Nasdaq 2,233.75 ▲33.74 (1.53%)
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Dow Jones

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